Strasburgo, 23 apr – “Uno degli ultimi atti di questa Commissione europea è emblema dell’approccio sbagliato, nel merito e nel metodo, con cui sono stati affrontati i temi cruciali di questa legislatura: il dibattito scaturito dai due mandati che Von der Leyen ha dato a Enrico Letta e Mario Draghi per tracciare il futuro di questa Ue evidenzia un problema principale dell’Ue, il primato della tecnocrazia su politica e democrazia. Non abbiamo bisogno di report di tecnocrati, ma abbiamo bisogno che il futuro sia delineato da politici eletti con un forte mandato popolare. Mi auguro che nei prossimi cinque anni sia la politica a tracciare il futuro, non persone prive di un mandato elettorale. L’Europa non ha un deficit di competitività, siamo uno dei continenti più competitivi, il problema è la produttività, è evidente il gap con gli Usa, e questo non si risolve con politiche come quelle del Green deal, regolamentazioni complesse, burocrazia, ma con innovazione, libertà, fare poco e farlo bene. Draghi ha detto che dal 2010 in poi l’Europa ha commesso errori, nella competitività per cercare di abbassare i salari, abbinati a politiche fiscali procicliche; secondo lui questi errori hanno distrutto mercato interno, domanda interna e il modello sociale che era tra i più avanzati al mondo. Noi queste cose le abbiamo evidenziate fin dall’inizio: da quindici anni diciamo che queste scelte avrebbero distrutto l’Europa. Ecco perché serve ribadire il primato della politica, è troppo facile dire cose ovvie dopo che i disastri sono stati fatti. Il tema del progresso dell’Europa è sempre identificato con un aumento della dimensione, del centralismo verso Bruxelles: è esattamente ciò che è stato fatto negli ultimi trent’anni, con risultati non soddisfacenti. La dimensione non è sempre un fattore di successo. L’Europa, per sopravvivere deve imparare dai suoi errori e portare avanti due concetti fondamentali: sussidiarietà e proporzionalità. Senza una legislazione in questa direzione, l’Europa non potrà sopravvivere dal pantano in cui si è gettata”.

Così Marco Zanni, europarlamentare della Lega, presidente del gruppo Identità e Democrazia, nel suo intervento durante la sessione plenaria del Parlamento europeo.