Strasburgo, 13 dic – “Nel ribadire il nostro sostegno all’Ucraina esortiamo le istituzioni Ue, a due anni dall’aggressione russa, ad assumere un ruolo centrale per aprire un processo di pace e portare avanti una revisione di tutti i pacchetti sanzionatori portati avanti finora, che spesso hanno disatteso le aspettative nei loro effetti. La Commissione smentisca le voci di un accordo con l’Ungheria per sbloccare i nuovi fondi per Kiev: se così fosse, sarebbe una conferma di come la Commissione Ue usi lo Stato di diritto come strumento di coercizione verso gli Stati membri, sarebbe gravissimo e inaccettabile in una democrazia. Lo Stato di diritto è una cosa seria, non può essere usato a piacimento delle istituzioni. Sull’allargamento, giusto che gli Stati discutano di come aiutare l’Ucraina ad avvicinarsi all’Occidente, ma va fatto con pragmatismo, realismo e trasparenza. Troppo spesso in passato abbiamo visto lo strumento dell’allargamento usato come fine invece che come mezzo, per rafforzarci: non ci possono essere figli e figliastri, è una questione di credibilità. In materia economica, stiamo discutendo la riforma del Patto di stabilità ed è chiaro che andremmo verso uno sforzo fiscale, che stiamo richiedendo agli Stati membri e che verrà richiesto ai loro bilanci nei prossimi anni. Non possiamo pretendere di usare altro approccio per il bilancio europeo. Le risorse ci sono, l’Ue deve capire che non può fare tutto e farlo male, come purtroppo accade, ma deve fare meno e meglio”.

Così Marco Zanni, europarlamentare della Lega, presidente del gruppo Identità e Democrazia, nel suo intervento durante la sessione plenaria del Parlamento europeo.

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