Strasburgo, 22 nov – “Ho sentito tanti interrogarsi sul motivo per cui ancora una volta in politica estera l’Europa è irrilevante. Basta vedere le posizioni prese dalle istituzioni Ue dal 7 ottobre, non solo in Consiglio, anche altre autorità hanno espresso posizioni divergenti e iniziato un litigio che purtroppo negli scorsi mesi abbiamo visto troppo spesso. Questo non è colpa dei nazionalismi, ma dei personalismi, di chi antepone la propria carriera politica all’interesse comune. Accogliamo con piacere la notizia che una parte degli ostaggi sarà liberata presto, ma è necessario, per capire bene quanto sta succedendo e quel che deve fare l’Ue, comprendere cosa è successo il 7 ottobre e cosa sta succedendo in quell’area. Quanto accaduto il 7 ottobre non è il grido di un popolo che reclama la propria sovranità, ma è un atto terroristico di un’organizzazione che ha come obiettivo la cancellazione di uno Stato: questo è scritto nello statuto di Hamas e questo fa Hamas coi suoi sostenitori, compreso l’Iran. Se non comprendiamo questo punto, non possiamo capire quali sono le soluzioni concrete da mandare avanti, né qual è il supporto che oggi le istituzioni Ue devono dare allo Stato di Israele che vive costantemente sotto la minaccia della sua distruzione. Un pensiero alla sinistra, al suo cortocircuito: da un lato ogni giorno ci chiedono il rispetto per tutte le minoranze, i diritti LGBT, le donne, dall’altro sostengono il fondamentalismo islamico che nega i diritti alle donne, condanna a morte le persone omosessuali e reprime la libertà”.

Così Marco Zanni, europarlamentare della Lega, presidente del gruppo Identità e Democrazia, nel suo intervento durante la sessione plenaria del Parlamento europeo.

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